Rocchi assolve Marinelli e Abisso: nessuno stop per l’arbitro dopo Milan-Fiorentina

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Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi conferma la fiducia a Livio Marinelli e Rosario Abisso dopo le polemiche per il rigore assegnato ai rossoneri nel finale di gara contro la Fiorentina. Il fallo su Gimenez è giudicato “da rischio rigore”, ma resta nel mirino la teatralità dell’attaccante messicano.

Il contesto: Milan–Fiorentina e la scintilla del rigore su Gimenez

È il minuto 80 e 37 secondi del match tra Milan e Fiorentina giocato a San Siro il 19 ottobre 2025.
Sul risultato in bilico, un contatto in area tra Parisi e Santi Gimenez scatena proteste e tensioni. Marinelli lascia inizialmente correre, ma dopo un lungo controllo al VAR — durato circa quattro minuti — assegna il calcio di rigore ai rossoneri.
Un episodio che ha acceso il dibattito in tv, sui social e negli ambienti arbitrali.

La decisione, ritenuta da molti “severa” ma corretta in termini regolamentari, nasce da una doppia imprudenza difensiva di Parisi: prima un braccio che sfiora il volto dell’avversario, poi una trattenuta leggera ma visibile. Elementi sufficienti, secondo la squadra arbitrale, per configurare un contatto punibile.

La revisione di Rocchi: nessun provvedimento disciplinare

Il giorno successivo alla partita, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e la Commissione Arbitri di Serie A hanno riesaminato l’episodio nel tradizionale briefing post-turno.
Risultato: nessuna sospensione per Marinelli e nessuna esclusione temporanea per Abisso, il VAR che aveva richiamato il direttore di gara alla revisione on field.

Una scelta precisa, motivata dal fatto che la decisione finale — per quanto controversa — è stata ritenuta tecnicamente corretta.
Il contatto, spiega Rocchi, “c’è stato ed è riconducibile a un comportamento imprudente del difendente, che si disinteressa del pallone e colpisce l’avversario”.

Nel linguaggio arbitrale, questo significa che la decisione è “supportata dalle immagini” e rientra nei margini di discrezionalità consentiti dal protocollo VAR.
Pertanto, non si tratta di “errore grave” ma di una chiamata “valida e coerente con il regolamento”.

Il ruolo di Abisso e la corretta applicazione del protocollo VAR

Rosario Abisso, arbitro esperto e oggi spesso designato al VAR, ha svolto secondo Rocchi un lavoro “puntuale”.
Dal centro di Lissone, ha suggerito la review in campo non per correggere un errore evidente, ma per consentire a Marinelli di valutare meglio l’intensità del contatto.

In questi casi, il protocollo impone che l’arbitro veda personalmente le immagini e decida in autonomia dopo la visione al monitor. È ciò che è accaduto: Marinelli ha confermato la percezione di un contatto irregolare e ha indicato il dischetto.

Tempi lunghi, ma decisione ponderata

La revisione è durata oltre quattro minuti — dall’80’37’’ fino all’84’20’’ — un tempo giudicato eccessivo dai tifosi ma giustificabile per la complessità dell’azione.
Rocchi, in conferenza, ha chiarito che “la priorità è arrivare alla decisione giusta, non alla decisione rapida”.
Il VAR ha esaminato diversi angoli di ripresa per accertare che il colpo di Parisi non fosse casuale e che la trattenuta avesse effettivamente alterato l’equilibrio dell’attaccante.

Il contatto tra Parisi e Gimenez: dinamica e valutazione tecnica

Secondo la ricostruzione ufficiale, Parisi si disinteressa del pallone e si concentra sull’uomo, cercando di impedirgli la giocata.
Nel farlo, allarga il braccio sinistro che sfiora il volto di Gimenez, poi lo trattiene lievemente per pochi istanti.
L’entità del contatto non è violenta, ma sufficiente per far intervenire l’arbitro dopo il check VAR.

“In qualsiasi zona del campo — ha spiegato Rocchi — un gesto del genere comporta un fischio diretto. In area, con il pallone giocabile, è un rischio che il difendente non deve mai correre.”

Il problema, per molti osservatori, è la reazione dell’attaccante. Gimenez si lascia cadere in modo plateale, accentuando il colpo e accompagnando la caduta con un urlo esagerato.
Un comportamento che non annulla il fallo ma solleva interrogativi sul limite tra simulazione e legittima amplificazione del contatto.

Rocchi e la linea contro la “teatralità”

Già a giugno, il designatore aveva richiamato tutti gli arbitri alla cautela:
La simulazione va combattuta: dobbiamo distinguere tra conseguenza reale di un contatto e scena teatrale. Si sentono urla ‘disumane’ che possono condizionare il giudizio. Serve la responsabilità di tutti.
Una posizione che conferma la volontà dell’AIA di scoraggiare comportamenti plateali senza però negare l’esistenza dei falli leggeri ma punibili.

In questo caso, la Commissione ha riconosciuto la teatralità di Gimenez ma non ha ravvisato una vera e propria simulazione.
Il rigore resta dunque legittimo, mentre la condotta dell’attaccante viene segnalata internamente come esempio “da evitare”.

La gestione di Marinelli: fiducia confermata

Per Livio Marinelli, arbitro di Tivoli, arriva dunque la conferma di piena fiducia.
Nonostante la pressione di un episodio mediaticamente esplosivo, la direzione complessiva della gara è stata giudicata positiva: posizionamento corretto, gestione disciplinare coerente e comunicazione chiara con il VAR.

Rocchi avrebbe sottolineato ai colleghi che Marinelli “ha dimostrato personalità e controllo” e che “non bisogna punire chi prende una decisione supportata da immagini e regolamento, anche se impopolare”.
Un messaggio importante in un momento in cui la fiducia tra arbitri e ambiente esterno è spesso messa in discussione.

Le reazioni: tifosi divisi e club in silenzio

Il post-partita di Milan–Fiorentina ha visto esplodere il dibattito tra tifosi, opinionisti e addetti ai lavori.
Da un lato chi ritiene il rigore “giusto ma pesante”, dall’altro chi lo giudica “eccessivo per intensità”.
Sui social, le clip del contatto tra Parisi e Gimenez hanno totalizzato milioni di visualizzazioni in poche ore, alimentando le discussioni sul VAR e sui criteri d’intervento.

Il Milan non ha rilasciato comunicati ufficiali, limitandosi a ribadire “fiducia negli arbitri” tramite fonti interne.
La Fiorentina, invece, ha espresso disappunto in forma privata, chiedendo “maggiore uniformità di giudizio” per episodi simili verificatisi in altre partite.

Il punto tecnico: cosa dice il regolamento

Secondo la Regola 12 del gioco del calcio (“Falli e scorrettezze”), ogni contatto imprudente, anche lieve, che impedisce la giocata o ostacola un avversario può essere sanzionato.
Nel caso specifico, Parisi commette due imprudenze consecutive: tocca il volto dell’avversario e lo trattiene brevemente per la maglia.
Entrambe azioni che, sommate, configurano un fallo punibile con rigore.

Il VAR, in questi casi, interviene solo se l’arbitro non ha visto l’episodio o se lo ha valutato in modo chiaramente errato.
Abisso ha agito quindi entro i limiti del protocollo, suggerendo una revisione senza imporre la decisione finale.

Il dibattito sugli interventi “leggeri”

L’episodio di San Siro riaccende la discussione su come gestire i contatti “borderline” in area di rigore.
Molti ex arbitri sottolineano che la direzione moderna tende a privilegiare la sicurezza e la coerenza regolamentare, anche a costo di fischiare più rigori.
Altri, invece, vorrebbero un approccio più “di campo”, che premi la continuità del gioco e punisca solo contatti realmente determinanti.

La posizione di Rocchi sembra chiara: “Il VAR non serve a cambiare la natura del calcio, ma a correggere gli errori chiari e manifesti. L’arbitro deve restare protagonista, non spettatore passivo.
In questo senso, Marinelli ha esercitato la sua discrezionalità nel rispetto delle linee guida.

Il precedente: la filosofia Rocchi

Da quando è designatore, Gianluca Rocchi ha più volte ribadito la necessità di “proteggere” gli arbitri che agiscono in buona fede e secondo protocollo.
L’ex fischietto internazionale toscano punta su una linea di coerenza: evitare punizioni eccessive per errori marginali e valorizzare la capacità decisionale.
L’obiettivo è quello di creare un gruppo arbitrale più sicuro di sé, meno condizionato dal clamore mediatico e più coerente tra Serie A e Serie B.

Conseguenze per la prossima giornata

Alla luce della decisione, Marinelli e Abisso resteranno pienamente disponibili per le designazioni della prossima giornata di Serie A.
Secondo indiscrezioni interne, Marinelli potrebbe essere impegnato in una gara di medio livello (squadre di fascia centrale), mentre Abisso tornerà al VAR per un match domenicale.
Una conferma indiretta che la loro prestazione è stata ritenuta “positiva e formativa”.

Riflessioni finali: tra regola e percezione

Il caso Milan–Fiorentina rappresenta un perfetto esempio di come il calcio moderno viva di sfumature.
La tecnologia aiuta, ma non elimina la componente interpretativa.
Il rigore su Gimenez, tecnicamente ineccepibile, ha però sollevato il tema dell’equilibrio tra regola e percezione: quanto deve pesare la teatralità di un calciatore rispetto alla sostanza del fallo?

È una questione aperta, che continuerà a far discutere tifosi, allenatori e arbitri.
Rocchi, intanto, ribadisce la sua linea: rigore sì, ma più trasparenza e dialogo con i club.
Un approccio che, se mantenuto con coerenza, potrà ridurre le tensioni e restituire credibilità a un sistema arbitrale spesso messo sotto pressione.

Conclusione

In definitiva, Livio Marinelli e Rosario Abisso escono “assolti” dal caso Milan–Fiorentina.
Il contatto su Gimenez è considerato da rigore, ma l’episodio servirà come lezione tecnica per tutti: evitare atteggiamenti scenici, mantenere lucidità e garantire uniformità.
Il messaggio di Rocchi è chiaro: gli arbitri devono avere coraggio, ma anche equilibrio.
La loro forza sarà la coerenza, non la paura di decidere.

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