Il regolamento del calcio rappresenta la base normativa su cui si fonda questo sport, delineandone modalità di gioco, obiettivi e struttura organizzativa. Fu redatto per la prima volta nel 1886 dall’IFAB (International Football Association Board), durante una riunione tenutasi a Londra, negli uffici della stazione del viadotto di Holborn. Da allora, l’IFAB si occupa di aggiornare e revisionare annualmente il regolamento nel corso di un incontro ufficiale.
In seguito, la FIFA (Fédération Internationale de Football Association), fondata a Parigi il 21 maggio 1904 e oggi massima autorità calcistica mondiale con 211 federazioni affiliate, ha annunciato la propria adesione alle regole stabilite dall’IFAB per tutte le sue competizioni. L’ultima versione inglese del regolamento (edizione 2016-2017) conta 210 pagine, mentre quella italiana ne comprende 148.
Le federazioni nazionali possono apportare leggere modifiche al regolamento, a patto che non ne alterino i principi fondamentali. Le uniche eccezioni ammesse riguardano parametri come peso, forma e dimensioni del pallone, misure del campo e delle porte, durata delle partite e numero di sostituzioni consentite.https://abcalcio.it/regolamenti Regolamenti
Storia
Per molto tempo il calcio fu praticato senza un regolamento ufficiale e scritto. Il primo vero tentativo di codificare delle regole risale al 1848, grazie a H.C. Malden, in occasione delle partite disputate dalla squadra dell’Università di Cambridge. Tuttavia, si trattò di un’iniziativa isolata. Solo nel 1857, con la fondazione dello Sheffield FC — il primo club calcistico indipendente da un contesto universitario — venne introdotto un vero e proprio sistema di regole, redatto da Nathaniel Creswick e William Prest.
Le Sheffield Rules e la nascita dell’IFAB
Il sistema di regole introdotto dallo Sheffield FC è noto come Sheffield Rules. Sebbene molto diverso dal regolamento attuale — basti pensare che, all’epoca, non erano valide le reti segnate direttamente da un calcio di punizione, era consentito toccare il pallone con le mani in alcune situazioni, e spingere un avversario non costituiva fallo — rappresentò il primo tentativo strutturato, dopo quello di Cambridge, di codificare il gioco del calcio.
Il 21 ottobre 1858 si tenne la prima seduta ufficiale in cui il regolamento, elaborato l’anno precedente, fu formalmente adottato. In quella stessa occasione, vennero introdotte le prime figure simili all’arbitro, incaricate di dirimere eventuali controversie tra le squadre.
Tuttavia, lo Sheffield non fu un caso isolato: molti club e federazioni stilavano regole proprie, che si sommavano senza annullarsi tra loro. Ogni organizzazione era libera di scegliere il proprio sistema di gioco.
Il 26 ottobre 1863, a Londra, venne fondata la FA (Football Association). In quello stesso anno si tennero alcuni incontri alla Freemasons Tavern, con l’obiettivo di redigere un nuovo regolamento comune. A rappresentare la FA fu Ebenezer Cobb Morley, che guidò la stesura di un regolamento composto da tredici articoli. Anche lo Sheffield partecipò alle riunioni, durante le quali si stabilì l’eliminazione definitiva dell’uso delle mani, dei calci agli stinchi, delle cariche e degli sgambetti.
In questo contesto, si colloca anche la separazione tra rugby e calcio: nel 1862 il Blackheath Football Club si distaccò, sostenendo il diritto di giocare con le mani, in contrapposizione a chi, l’anno seguente, ne decretò ufficialmente il divieto.
Negli anni successivi il calcio continuò a evolversi verso una forma più moderna: vennero introdotti i tempi supplementari, si definì meglio il concetto di gol e nel 1868 nacque il calcio d’angolo. Nonostante ciò, la coesistenza di regolamenti diversi, in base alla zona o alla federazione, rendeva ancora il gioco disomogeneo. La rivista The Field espresse queste perplessità nel 1877.
Per risolvere questa situazione, nel 1882 le federazioni calcistiche di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord decisero di collaborare per creare un regolamento unico. Il 2 giugno 1886 nacque così l’IFAB (International Football Association Board), l’organismo che ancora oggi ha l’autorità esclusiva per modificare le regole del calcio.
Cronologia delle modifiche
Il sistema di regole introdotto dallo Sheffield FC è conosciuto come Sheffield Rules: pur essendo molto diverso rispetto all’attuale regolamento del calcio — basti pensare che non venivano riconosciuti i gol segnati direttamente su calcio di punizione, era permesso, in certi casi, toccare il pallone con le mani e si potevano spingere gli avversari senza commettere fallo — rappresentò il primo tentativo concreto, dopo quello dell’Università di Cambridge, di normare in modo sistematico questo sport. Il 21 ottobre 1858 si tenne la prima seduta ufficiale in cui il regolamento, elaborato l’anno precedente, fu adottato formalmente. In questa occasione comparvero anche le prime figure simili a quella dell’arbitro, incaricate di dirimere le controversie in campo.
Va però precisato che l’iniziativa di Sheffield non fu isolata: numerosi club e federazioni calcistiche elaboravano i propri regolamenti, che convivevano tra loro senza annullarsi a vicenda. Ogni federazione era infatti libera di scegliere quale insieme di regole applicare.
Cinque anni più tardi, il 26 ottobre 1863, nacque a Londra la FA (Football Association). Nello stesso anno si tennero, presso la Freemasons Tavern, alcuni incontri per definire un nuovo regolamento comune. A rappresentare la FA fu Ebenezer Cobb Morley, che guidò la redazione di un codice composto da tredici articoli. Anche Sheffield partecipò alle discussioni, durante le quali furono abolite tutte le azioni violente come i calci agli stinchi, le cariche e gli sgambetti, oltre all’uso delle mani.
È proprio in questo contesto che si verifica la separazione tra calcio e rugby: nel 1862 il Blackheath Football Club si dissociò dal resto del movimento, sostenendo il diritto di giocare il pallone con le mani, in contrasto con la corrente che ne chiedeva il divieto, approvato definitivamente l’anno successivo.
Verso il calcio moderno e la nascita dell’IFAB
Negli anni successivi, il calcio continuò a evolversi, avvicinandosi progressivamente alla sua forma attuale: vennero introdotti i tempi supplementari, fu definito il concetto di gol così come lo conosciamo oggi e, nel 1868, venne istituito il calcio d’angolo. Nonostante questi sviluppi, la mancanza di un regolamento uniforme restava un problema: ogni area geografica e ogni federazione adottava le proprie regole, generando confusione e disomogeneità. La rivista The Field, nel 1877, sottolineò quanto fosse paradossale che uno sport così diffuso avesse ancora norme tanto variabili.
Per superare questa frammentazione, nel 1882 le quattro principali federazioni calcistiche del Regno Unito — Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord — si incontrarono con l’obiettivo di stilare un regolamento unico. Il 2 giugno 1886 nacque così l’IFAB (International Football Association Board), l’organismo che da allora ha l’autorità esclusiva di modificare le regole del gioco.
Le prime modifiche regolamentari (1886–1899)
Nei primi anni di attività, l’IFAB introdusse cambiamenti fondamentali al regolamento del calcio.
Nel 1886 fu definito ufficialmente il ruolo del portiere: questi poteva toccare il pallone con le mani, ma solo all’interno della propria metà campo. L’anno successivo, nel 1887, fu introdotta la regola del fuorigioco, che considerava in posizione irregolare un calciatore con meno di tre avversari tra sé e la porta.
Negli anni ’90 dell’Ottocento arrivarono ulteriori novità. Su proposta del portiere irlandese William McCrum, nel 1890 venne avanzata l’idea del calcio di rigore, approvata nel 1891. Nel 1896 furono stabilite le dimensioni ufficiali del terreno di gioco, ancora oggi valide. Nel 1897, infine, si fissarono la durata di una partita a 90 minuti e il numero di calciatori per squadra a undici.
Evoluzioni nel primo Novecento (1900–1949)
Con l’inizio del XX secolo, il regolamento si arricchì di nuove regole strutturali e tecniche. Nel 1902 fu introdotta la linea di metà campo e, soprattutto, nacquero l’area di rigore e l’area di porta, pensate per delimitare lo spazio d’azione del portiere e per l’esecuzione di calci di rinvio. Tuttavia, la palla doveva ancora essere posizionata nella metà dell’area più vicina al punto in cui era uscita dal campo.
Nel 1903 furono introdotti i calci di punizione diretti e la regola del vantaggio, mentre nel 1904 venne fondata la FIFA, che adottò immediatamente le regole stabilite dall’IFAB.
Durante la Prima Guerra Mondiale, tra il 1915 e il 1919, le riunioni dell’IFAB furono sospese. Tuttavia, negli anni precedenti il conflitto furono apportate modifiche significative: nel 1913, il portiere fu limitato a usare le mani solo all’interno dell’area di rigore, e venne stabilita la distanza minima di 10 iarde (9,15 metri) che gli avversari dovevano mantenere dal pallone durante un calcio di punizione, a meno che non si trovassero sulla propria linea di porta. Sempre nel 1913, la FIFA fu ufficialmente ammessa all’interno dell’IFAB.
Innovazioni su gol, fuorigioco e calci di rigore
Negli anni Venti il calcio conobbe una fase di forte sviluppo e trasformazione. Nel 1924 venne ufficialmente stabilito che una rete poteva essere segnata direttamente da calcio d’angolo, aprendo la strada a quello che oggi è noto come “gol olimpico”. Un cambiamento significativo fu introdotto anche nella regola del fuorigioco: non era più necessario che tra l’attaccante e la porta ci fossero almeno tre difensori, ma bastavano due, come avviene ancora oggi. Nel 1929, invece, fu introdotto l’obbligo per il portiere di restare fermo sulla linea di porta fino al momento in cui il calcio di rigore veniva effettivamente eseguito.
La sintesi regolamentare di Stanley Rous
Con il primo Campionato Mondiale, organizzato dalla FIFA in Uruguay nel 1930, il calcio si affermò definitivamente a livello globale, e le partite si disputarono seguendo le regole approvate dall’IFAB. Durante questo decennio non ci furono molte modifiche, ma nel 1937 Stanley Rous, allora segretario della FA, ricevette l’incarico di rivedere e semplificare il regolamento per renderlo più chiaro e accessibile. Nello stesso anno fu approvata l’introduzione dell’arco dell’area di rigore, mentre la nuova versione del regolamento venne ufficialmente adottata nel 1938.
Durante la Seconda Guerra Mondiale (dal 1940 al 1947) le attività dell’IFAB furono sospese. Tuttavia, già nel 1948, con la ripresa delle riunioni, fu introdotta una nuova norma: nei calci di rinvio, i giocatori avversari dovevano trovarsi non solo a distanza regolamentare dal pallone (9,15 metri), ma anche all’esterno dell’area di rigore.
Dagli anni ’50 agli anni ’90: rivoluzioni regolamentari
Le sostituzioni
Nel dopoguerra, una delle grandi novità fu la possibilità di effettuare sostituzioni. L’IFAB, inizialmente contraria all’introduzione dei cambi nelle gare ufficiali, autorizzò nel 1958 la prima sostituzione, riservata al portiere e solo in caso di infortunio. Negli anni Sessanta il numero fu portato a due cambi, indipendentemente dal ruolo, sebbene inizialmente ammessi solo per le amichevoli. Il Mondiale del 1970 in Messico fu il primo torneo ufficiale a prevedere le sostituzioni. Nel 1966, invece, sia l’Italia che il Brasile furono penalizzati dalla mancanza di questa possibilità: Giacomo Bulgarelli e Pelé non poterono essere sostituiti durante le rispettive partite decisive.
Cartellini e rigori
Sempre nel 1970 vennero introdotti i cartellini gialli e rossi, ideati dall’arbitro inglese Ken Aston per sanzionare, rispettivamente, le ammonizioni e le espulsioni. In quello stesso anno fu inoltre introdotta la procedura dei tiri di rigore per determinare il vincitore in caso di parità al termine dei tempi supplementari.
Regolamentazioni contro le perdite di tempo e nuove norme sul ruolo del portiere
Negli anni ’80, l’IFAB si concentrò sul problema delle perdite di tempo causate dai portieri. Nel 1983 venne introdotta la cosiddetta regola dei quattro passi, secondo la quale un portiere, una volta in possesso del pallone, non poteva compiere più di quattro passi con la palla tra le mani. Il mancato rispetto di questa norma comportava un calcio di punizione indiretto per la squadra avversaria. La stessa sanzione si applicava se il portiere, dopo essersi liberato del pallone entro i limiti previsti, lo toccava nuovamente con le mani prima che fosse stato toccato da un altro calciatore. Inoltre, fu stabilito che pali e traversa delle porte dovessero essere di colore bianco, cosa già ampiamente diffusa.
Nel 1984 vennero introdotte ulteriori disposizioni: le rimesse dell’arbitro all’interno dell’area di porta dovevano essere effettuate lungo la linea dell’area, nel punto più vicino a quello in cui si era verificata l’interruzione. La stessa regola si applicava per i calci di punizione indiretti concessi all’interno dell’area avversaria. Nel 1987, si precisò che, se un calcio di rigore viene eseguito allo scadere di un tempo (regolamentare o supplementare), la rete è considerata valida anche se il pallone colpisce portiere, palo o traversa prima di entrare. Inoltre, l’esecuzione di una rimessa laterale da un punto errato fu ufficialmente considerata infrazione.
La condotta gravemente sleale e il retropassaggio al portiere
Nel 1990 fu introdotto il concetto di condotta gravemente sleale, ufficializzato l’anno successivo: si trattava di una nuova causa di espulsione, applicata in caso di fallo che impedisse una chiara occasione da gol. In quello stesso contesto si precisò che un attaccante in linea con il penultimo difensore non doveva più essere considerato in fuorigioco.
Il 1992 segnò una svolta con una delle regole più influenti del calcio moderno: venne vietato al portiere di raccogliere con le mani un retropassaggio volontario effettuato con il piede da un compagno di squadra. In caso di infrazione, la squadra avversaria otteneva un calcio di punizione indiretto nel punto del fallo. Inoltre, si consentì di battere il calcio di rinvio da qualsiasi punto dell’area di porta.
Nel 1993 furono elencate con chiarezza le situazioni che comportano ammonizione o espulsione. Fu inoltre introdotta una norma contro chi tenta di aggirare il regolamento, ad esempio alzandosi il pallone con i piedi per passarlo di testa al portiere: in questi casi il giocatore deve essere ammonito per comportamento antisportivo.
Terza sostituzione, Golden Goal e altre innovazioni degli anni ’90
Nel 1994 fu autorizzata una terza sostituzione, riservata al portiere. Nello stesso anno fu introdotto il Golden Goal, secondo cui, in caso di tempi supplementari, la prima squadra a segnare vinceva la partita.
Nel 1995 vennero abolite le limitazioni sul numero di sostituzioni (fino a tre, senza distinzione di ruolo) e furono introdotti i numeri fissi di maglia, da 1 a 99, con l’obbligo del cognome del calciatore. Dal 1996, se un arbitro applica la regola del vantaggio ma l’azione non si sviluppa favorevolmente, può annullare il vantaggio e tornare alla punizione dell’infrazione iniziale.
Nel 1997 il regolamento subì un’importante revisione stilistica e di impaginazione, la prima dal 1938, per renderlo più accessibile. Inoltre, la squadra che vince il sorteggio sceglie il lato del campo, mentre l’altra esegue il calcio d’inizio, dal quale è possibile segnare direttamente. Si stabilì anche che il portiere non può raccogliere con le mani una rimessa laterale di un proprio compagno.
Nel 1998 fu chiarito che un fallo commesso con eccessiva violenza è punibile con l’espulsione, mentre
dal 1999 la simulazione viene ufficialmente sanzionata con un’ammonizione. Nello stesso anno fu introdotta la possibilità di utilizzare la prova televisiva per valutare episodi sfuggiti all’arbitro, inclusi i casi di simulazione.
Evoluzione del Regolamento del Calcio: Dal 1886 a Oggi
1886-1899: Le prime basi del regolamento
Nei primi anni dopo la nascita dell’IFAB, le modifiche furono sostanziali.
1886: Viene definito il ruolo del portiere, autorizzato a toccare il pallone con le mani solo nella propria metà campo.
1887: Introduzione del fuorigioco, che considerava in posizione irregolare un giocatore con meno di tre avversari tra sé e la porta.
1890-1891: Proposta e approvazione del calcio di rigore, grazie all’idea del portiere William McCrum.
1896: Fissate le misure ufficiali del campo.
1897: Stabiliti i 90 minuti come durata della gara e 11 giocatori per squadra.
1900-1949: Strutture del campo e prime sanzioni
1902: Introduzione della linea mediana, dell’area di rigore e dell’area di porta.
1903: Nascono i calci di punizione diretti e la regola del vantaggio.
1904: Fondazione della FIFA, che adotta le regole IFAB.
1913: Il portiere può usare le mani solo nell’area di rigore.
1924: È possibile segnare direttamente da calcio d’angolo.
1925: Cambia la regola del fuorigioco: bastano due difensori tra attaccante e porta.
1929: Il portiere deve restare fermo sulla linea fino al momento del calcio di rigore.
1937-1938: Stanley Rous rivede il regolamento per renderlo più chiaro; viene introdotto l’arco dell’area di rigore.
1948: Calciatori devono restare fuori dall’area di rigore durante i calci di rinvio.
1950-1999: Sostituzioni, cartellini e regole per i portieri
1958: Prima autorizzazione alle sostituzioni (solo per il portiere infortunato).
Anni ’60: Le sostituzioni diventano due e poi tre, ammesse anche in gare ufficiali.
1970: Introduzione di cartellini gialli e rossi; nascono i rigori a oltranza.
1983: Regola dei 4 passi per i portieri e obbligo di pali e traverse bianche.
1990: Nascita della “condotta gravemente sleale” (rosso per fallo su chi ha occasione evidente da gol).
1992: Vietato il retropassaggio al portiere con le mani; il calcio di rinvio può essere battuto da tutta l’area di porta.
1994: Introduzione del golden goal e di una terza sostituzione (per il portiere).
1995: Eliminati i limiti per le sostituzioni; numeri e cognomi sulle maglie.
1996: Se il vantaggio non si concretizza, l’arbitro può tornare all’infrazione originaria.
1997: Rivisto l’intero regolamento; il calcio d’inizio può portare direttamente a gol.
1998: Il fallo grave di gioco comporta il rosso diretto.
1999: La simulazione diventa sanzionabile con ammonizione; si introduce la prova TV.
2000-oggi: Innovazioni moderne e VAR
2000: Abolita la regola dei 4 passi, il portiere ha 6 secondi per liberarsi del pallone.
2001: I cartellini si applicano solo ai calciatori, non ai dirigenti.
2002-2004: Introdotto e poi abolito il silver goal; vietato togliersi la maglia per esultare.
2005-2006: Stabilita la distanza di 2 metri per le rimesse laterali; correzione della distanza minima (9,15 m) su calcio d’angolo.
2008: Obbligo per le squadre di distinguersi anche dall’arbitro nei colori.
2009: Chiarito il conteggio dei difensori nel fuorigioco, anche se usciti dal campo.
2010: Le finte sui rigori sono permesse, salvo la pausa nella rincorsa.
2012: Non si può segnare direttamente su rimessa da parte dell’arbitro.
2013: Fuorigioco punito se il pallone proviene da un “salvataggio” avversario.
2016: Il calcio d’inizio può essere battuto all’indietro; serve solo un calciatore.
2019: Diverse riforme:
Il pallone è in gioco nel calcio di rinvio anche se resta in area.
Cartellini anche per allenatori.
Addio alla “palla contesa”: l’arbitro consegna direttamente il pallone.
Vietato ostacolare la barriera nei calci piazzati. I sostituiti devono uscire dal punto più vicino.
Struttura attuale delle regole del gioco
Il regolamento del gioco del calcio è pubblicato in quattro lingue ufficiali: inglese, francese, tedesco e spagnolo. In caso di discrepanze tra le versioni linguistiche, fa fede quella in inglese.
Il testo ufficiale in inglese è articolato in diverse sezioni: un’introduzione che illustra la storia, la struttura e il funzionamento dell’IFAB, oltre a fornire un contesto sulla revisione del regolamento effettuata nel 2016; segue poi il regolamento vero e proprio. A questo si affiancano le linee guida per gli ufficiali di gara, un glossario dei principali termini calcistici e una sezione che spiega dettagliatamente le modifiche introdotte nella stagione 2016-2017, illustrandone le motivazioni.
Il regolamento è suddiviso in 17 regole fondamentali:
- Il terreno di gioco
- Il pallone
- I calciatori
- L’equipaggiamento dei calciatori
- L’arbitro
- Gli altri ufficiali di gara
- La durata della gara
- L’inizio e la ripresa del gioco
- Pallone in gioco e non in gioco
- L’esito di una gara
- Il fuorigioco
- Falli e scorrettezze
- Calci di punizione
- Il calcio di rigore
- La rimessa dalla linea laterale
- Il calcio di rinvio
- Il calcio d’angolo
Nel corso degli anni, la struttura del regolamento ha subito diverse evoluzioni. Sebbene la suddivisione in 17 regole sia rimasta costante, le modalità di presentazione dei contenuti sono cambiate. Ad esempio, l’edizione del 2003 includeva solo un elenco di decisioni dell’IFAB relative a situazioni particolari, insieme ad alcune istruzioni generiche per arbitri e assistenti.
Nel 2006 fu introdotta la Guida Pratica IFAB, una raccolta di domande frequenti su casi specifici elaborata dall’IFAB stesso. In Italia, a questa si affiancò la Guida Pratica AIA, focalizzata sugli aspetti amministrativi e burocratici delle gare.
Nel 2009, la Guida Pratica IFAB venne sostituita dalle Interpretations of the Laws of the Game, tradotte in italiano come Interpretazione delle Regole del Gioco e Linee Guida per Arbitri. Questa versione rimase in vigore fino al 2016, anno in cui le interpretazioni furono integrate nel corpo principale del regolamento, formando così un testo unico e più omogeneo.
Dettagli delle Regole del Gioco
Misure del campo da calcio secondo il regolamento ufficiale
Regola 1 – Il terreno di gioco
Per un approfondimento: Campo da calcio.
La Regola 1 disciplina le caratteristiche del terreno di gioco. Le partite si disputano su un campo interamente naturale o artificiale, con forma rettangolare e delimitato da linee bianche. Le due linee più lunghe sono chiamate linee laterali, mentre quelle più corte prendono il nome di linee di porta.
Il punto medio delle linee laterali è collegato da una linea orizzontale chiamata linea mediana, al centro della quale è disegnato un cerchio centrale con un raggio di 9,15 metri.
Tutte le linee del campo devono avere la stessa larghezza, che non può superare i 12 centimetri, e devono avere uno spessore identico a quello dei pali delle porte.
Le linee laterali devono essere più lunghe rispetto a quelle di porta:
Linee laterali: da 90 a 120 metri (da 100 a 110 metri per le partite internazionali)
Linee di porta: da 45 a 90 metri (da 64 a 75 metri per le partite internazionali)
Al centro di ciascuna linea di porta è installata una porta rettangolare, composta da due pali verticali alti 2,44 metri, distanti tra loro 7,32 metri e collegati nella parte superiore da una traversa della stessa lunghezza. Pali e traversa devono essere bianchi e possono avere sezione quadrata, rettangolare, circolare o ellittica.
Davanti a ogni porta si trova l’area di porta, un rettangolo largo 18,32 metri e profondo 5,5 metri verso l’interno del campo.
Questa è inclusa nell’area di rigore, un altro rettangolo più grande, largo 40,32 metri e profondo 16,5 metri.
All’interno di ciascuna area di rigore è segnato il punto del calcio di rigore, posto a 11 metri dalla linea di porta e centrato tra i pali. Da questo punto si traccia all’esterno dell’area un arco con raggio di 9,15 metri, centrato sul punto del rigore.
In ognuno dei quattro angoli del campo è disegnato un arco d’angolo, ovvero un quarto di circonferenza, che delimita la cosiddetta area d’angolo. In corrispondenza di ciascun angolo è inoltre posizionata una bandierina d’angolo alta almeno 1,5 metri.
Regola 2 – Il Pallone
Per approfondire: Pallone da calcio
La Regola 2 del gioco del calcio definisce le caratteristiche che deve avere il pallone. Esso deve essere rigorosamente di forma sferica e conforme ai seguenti standard:
Caratteristica: Valore
Forma: Sferica
Materiale: Materiale approvato
Circonferenza: Da 68 a 70 cm
Peso: Da 410 a 450 grammi
Pressione: Da 0,6 a 1,1 atmosfere
La Regola 2 del gioco del calcio definisce le caratteristiche che deve avere il pallone. Esso deve essere rigorosamente di forma sferica e conforme ai seguenti standard: Durante una gara, il pallone non può essere sostituito senza l’autorizzazione dell’arbitro. In caso di guasto:
Se il pallone si danneggia durante l’esecuzione di una ripresa di gioco, questa va ripetuta.
Se esplode dopo l’esecuzione o nel corso normale del gioco, l’azione viene interrotta e si riprende con una rimessa dell’arbitro.
Dal 2011, tuttavia, è previsto che se il pallone si rovina durante l’esecuzione di un calcio di rigore o tiro di rigore, la ripresa non avviene con una rimessa dell’arbitro, bensì si ripete il rigore stesso.
A partire dal 2013 è stata inoltre introdotta la tecnologia della linea di porta, che ha richiesto l’uso di palloni dotati di dispositivi elettronici per rilevarne con precisione la posizione. Per questo motivo, l’IFAB ha autorizzato ufficialmente l’impiego di palloni con tecnologia integrata, specificamente progettati per garantire l’affidabilità del sistema di rilevamento delle reti.
Regola 3 – I Calciatori
Questa regola disciplina il numero e la gestione dei calciatori durante una partita.
Numero di calciatori in campo
Ogni squadra deve avere in campo:
Massimo 11 calciatori, incluso il portiere.
Minimo 7 calciatori per poter iniziare e proseguire la gara.
Sostituzioni
Ogni squadra può avere in panchina da 3 a 12 riserve, ma:
- Nelle gare ufficiali si possono effettuare fino a 5 sostituzioni.
- Nelle altre gare, fino a 6 sostituzioni.
- Una volta sostituito, un calciatore non può rientrare in campo, a meno che il regolamento della competizione (ad esempio nei campionati minori) non lo consenta.
Le sostituzioni devono avvenire:
- Solo a gioco fermo.
- Con autorizzazione dell’arbitro.
- Si considerano completate solo quando il nuovo calciatore entra in campo e il sostituito lo ha lasciato.
Un calciatore può assumere il ruolo di portiere in qualsiasi momento, purché:
- Il pallone non sia in gioco.
- L’arbitro sia stato informato.
Infrazioni e sanzioni
Se un calciatore entra, esce o rientra in campo senza permesso, si applicano le seguenti sanzioni: Situazione
- Sanzione
- Ripresa del gioco
- Riserve o dirigenti entrano in campo senza interferire
- Ammonizione
- Calcio di punizione indiretto dal punto del pallone
- Riserve o dirigenti entrano e interferiscono col gioco
- Ammonizione/Allontanamento
- Calcio di punizione diretto dal punto dell’interferenza
- Calciatore in campo rientra senza autorizzazione
- Ammonizione
- Calcio di punizione indiretto dal punto del pallone
- Persona estranea entra in campo
- Allontanamento
- Rimessa dell’arbitro
- Infrazione all’esterno del campo
- Dipende dal contesto
- Rimessa dell’arbitro o punizione da linea laterale/di porta
Nota: un calciatore può trovarsi momentaneamente fuori dal campo, ad esempio per ricevere cure mediche o perché uscito accidentalmente durante il gioco.
Il ruolo del capitano
Ogni squadra deve avere in campo un capitano, che:
- Rappresenta i propri compagni.
- È l’unico autorizzato a parlare con l’arbitro per chiedere chiarimenti sulle sue decisioni. L’equipaggiamento dei calciatori.
- Lo stesso argomento in dettaglio: Equipaggiamento calcistico.
- La Regola 4 stabilisce cosa un calciatore può (e deve) indossare durante una partita.
- Equipaggiamento obbligatorio
Ogni calciatore deve indossare il seguente abbigliamento base:
- Maglia con maniche
- Calzoncini
- Calzettoni
- Parastinchi
- Scarpe da gioco
Divieti
È assolutamente vietato indossare gioielli o monili (anelli, orecchini, braccialetti, collane ecc.), poiché rappresentano un pericolo per chi li indossa e per gli altri giocatori. Anche gli arbitri devono rispettare questo divieto, con l’unica eccezione dell’orologio (o cronometro), necessario per il controllo del tempo di gioco.
Colori dell’equipaggiamento
- Le maglie delle due squadre devono essere chiaramente differenti tra loro.
- I colori devono essere distinguibili anche dagli ufficiali di gara.
- Ogni portiere deve indossare una maglia di colore diverso rispetto a quella:
- Dei propri compagni di squadra
- Degli avversari
- Degli arbitri
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- Manuali e Regolamenti
- Le 17 regole del gioco, interpretazioni arbitrali, VAR, tecniche allenamento e preparazione atletica.
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Storia e Cultura del Calcio
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Regola 4 – L’Equipaggiamento dei Calciatori
La Regola 4 stabilisce cosa un calciatore può (e deve) indossare durante una partita.
Equipaggiamento obbligatorio
Ogni calciatore deve indossare il seguente abbigliamento base:
- Maglia con maniche
- Calzoncini
- Calzettoni
- Parastinchi
- Scarpe da gioco
- Qualsiasi altro accessorio o capo d’abbigliamento può essere indossato solo se autorizzato dall’arbitro.
Divieti
È assolutamente vietato indossare gioielli o monili (anelli, orecchini, braccialetti, collane ecc.), poiché rappresentano un pericolo per chi li indossa e per gli altri giocatori.
Anche gli arbitri devono rispettare questo divieto, con l’unica eccezione dell’orologio (o cronometro), necessario per il controllo del tempo di gioco.
Colori dell’equipaggiamento
Le maglie delle due squadre devono essere chiaramente differenti tra loro.
I colori devono essere distinguibili anche dagli ufficiali di gara.
Ogni portiere deve indossare una maglia di colore diverso rispetto a quella:
- Dei propri compagni di squadra
- Degli avversari
- Degli arbitri
Regola 5 – L’Arbitro
Per approfondire: Arbitro (calcio) e Norma del vantaggio
L’arbitro è la figura centrale durante una partita: il suo compito principale è garantire il corretto svolgimento del gioco e far rispettare il regolamento da parte di tutti i calciatori.
Poteri e responsabilità
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Le decisioni dell’arbitro sono definitive, salvo che egli stesso riconosca un errore e decida di correggerlo.
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L’arbitro è responsabile del cronometro, della segnalazione delle infrazioni, della ripresa del gioco, della cura dei giocatori infortunati, della gestione disciplinare (ammonizioni ed espulsioni), e dell’omologazione delle reti segnate.
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Al termine della gara, redige un referto ufficiale con il risultato e tutte le decisioni significative prese durante l’incontro.
Gestione delle infrazioni e del vantaggio
L’arbitro ha la facoltà di:
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Punire solo l’infrazione più grave quando ne vengono commesse più di una contemporaneamente.
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Lasciare proseguire il gioco quando ritiene che interrompere l’azione sarebbe uno svantaggio per la squadra che ha subito il fallo: questa è la cosiddetta norma del vantaggio.
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Se il vantaggio non si concretizza entro 2-3 secondi, l’arbitro può tornare indietro e sanzionare l’infrazione iniziale.
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Se il fallo è passibile di cartellino (giallo o rosso), l’ammonizione o l’espulsione sarà comunque comunicata alla prima interruzione del gioco.
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Regola 6 – La durata della gara
L’arbitro può essere squalificato o sospeso dalla sua funzione, per un periodo determinato, nel caso in cui commetta gravi infrazioni nel corso del suo operato.
Regola 7 – Gli altri ufficiali di gara
Gli ufficiali di gara, oltre all’arbitro, sono coloro che collaborano nella gestione della partita. I loro compiti, definiti dalla Regola 6, includono: segnalare quando il pallone esce dal terreno di gioco, rilevare situazioni di fuorigioco, indicare richieste di sostituzione, avvisare l’arbitro di infrazioni non viste, e controllare se, durante un calcio di rigore, il portiere si muove prima del tiro o se il pallone supera la linea di porta.
In Italia, nelle categorie inferiori, al posto degli assistenti ufficiali possono essere impiegati gli assistenti di parte: due tesserati, uno per ogni società, incaricati principalmente di segnalare le uscite del pallone oltre le linee laterali o di porta. A bordo campo può essere presente anche il quarto ufficiale (detto anche quarto uomo), che ha il compito di intervenire in caso di infortunio o malore dell’arbitro, sostituendolo se necessario.
Dal 2010, per ridurre i casi di gol fantasma e falli in area, la UEFA ha introdotto gli arbitri addizionali d’area, sperimentandoli inizialmente per due anni in UEFA Europa League e poi in UEFA Champions League. Successivamente, sono stati utilizzati anche durante EURO 2012 in Polonia e Ucraina. Questi ufficiali, posizionati accanto alle porte, aiutano l’arbitro a verificare gol e episodi dubbi nell’area di rigore. Dopo oltre tre anni di prova, il loro utilizzo è stato introdotto anche in Serie A nel campionato 2012-2013 e confermato nella stagione successiva.
Regola 8 – L’inizio e la ripresa del gioco
La Regola 8 descrive come deve iniziare una partita e come deve essere ripreso il gioco dopo un’interruzione. Le principali modalità previste sono il calcio d’inizio e la rimessa da parte dell’arbitro.
Il calcio d’inizio si utilizza per avviare la partita all’inizio di ciascun tempo, inclusi i tempi supplementari, e dopo ogni rete segnata. Prima dell’inizio della gara, l’arbitro effettua un sorteggio lanciando una monetina tra i due capitani: chi vince può scegliere se iniziare il gioco o quale porta attaccare. I giocatori della squadra avversaria devono rimanere ad almeno 9,15 metri dal pallone (fuori dal cerchio centrale) e all’interno della propria metà campo, tranne il calciatore che effettua il calcio d’inizio, che può oltrepassare la linea centrale. È possibile segnare direttamente un gol su calcio d’inizio, ma solo nella porta avversaria: un’autorete non sarebbe valida e si riprenderebbe con un calcio d’angolo per la squadra avversaria. Se si commettono infrazioni durante l’esecuzione del calcio d’inizio, questo deve essere ripetuto, ma non è prevista l’ammonizione per chi non rispetta la distanza.
La rimessa da parte dell’arbitro si utilizza per riprendere il gioco quando l’interruzione non è legata a violazioni delle regole specifiche. Se il gioco viene fermato mentre il pallone si trova nell’area di rigore, o se l’ultimo tocco è avvenuto nell’area, l’arbitro lascia cadere il pallone per il portiere della squadra difendente. In tutti gli altri casi, il pallone viene lasciato cadere nel punto in cui è stato toccato per l’ultima volta, a favore della squadra che ne aveva il possesso. Tutti gli altri calciatori devono mantenere una distanza di almeno 4 metri fino a quando il pallone non tocca il terreno e torna ufficialmente in gioco.
Regola 9 – Pallone in gioco e fuori gioco
I palloni A, B e C si trovano in gioco, mentre il pallone D è fuori gioco poiché ha oltrepassato completamente la linea perimetrale del campo.
Secondo la Regola 9, il pallone è considerato fuori gioco solo in tre situazioni: quando supera interamente le linee perimetrali, quando tocca il soffitto sopra il campo, oppure quando l’arbitro interrompe il gioco. In tutti gli altri casi, il pallone resta in gioco, anche se rimbalza sul terreno dopo aver colpito un palo, la traversa o uno degli arbitri presenti sul campo.
Regola 10 – L’esito di una gara
(Approfondimento: Gol)
La Regola 10 definisce le condizioni per determinare l’esito di una partita.
Una rete è considerata valida quando il pallone supera completamente, sia a terra che in aria, la linea di porta situata tra i pali e sotto la traversa, a condizione che la squadra che segna non abbia commesso alcuna infrazione durante l’azione.
Non è possibile segnare direttamente un gol nei seguenti casi:
- da un calcio di punizione indiretto,
- da una rimessa laterale,
- da una rimessa effettuata dall’arbitro.
- Se ciò dovesse accadere, la rete sarebbe annullata e il gioco riprenderebbe con un calcio di rinvio a favore della squadra avversaria.
Allo stesso modo, non è mai valida un’autorete segnata direttamente da una qualsiasi ripresa di gioco (come una rimessa o un calcio di punizione): in questi casi, l’autorete viene annullata e si assegna un calcio d’angolo alla squadra avversaria.
Non è obbligatorio che l’arbitro fischi per convalidare un gol; tuttavia, se l’arbitro interrompe il gioco per errore prima che il pallone varchi completamente la linea di porta, la rete non può essere assegnata. Il gioco riprenderà con una rimessa da parte dell’arbitro dal punto in cui si trovava il pallone al momento del fischio.
Infine, un portiere non può segnare un gol valido lanciando il pallone con le mani dalla propria area direttamente nella porta avversaria: anche in questo caso, il gol viene annullato e si riprende con un calcio di rinvio per l’altra squadra.
Regola 11 – Il fuorigioco
(Approfondimento: Fuorigioco nel calcio)
La Regola 11 del gioco del calcio stabilisce le norme relative al fuorigioco (in inglese offside).
Un calciatore si trova in posizione di fuorigioco quando, al momento del passaggio di un compagno, si trova più vicino alla linea di porta avversaria rispetto sia al pallone sia al penultimo difensore.
Tuttavia, essere in posizione di fuorigioco non costituisce automaticamente un’infrazione.
La posizione irregolare diventa fallo solo se il giocatore coinvolto compie una delle seguenti azioni mentre un compagno gli passa il pallone:
- Partecipa attivamente al gioco, toccando il pallone;
Interferisce con un avversario, ad esempio:
- ostruendo la sua visuale (posizionandosi sulla linea che unisce avversario e pallone);
- cercando attivamente di contendere il pallone;
- tentando chiaramente di giocare il pallone, influenzando l’intervento dell’avversario;
- compiendo un gesto che impatta visibilmente sulla possibilità dell’avversario di giocare la palla;
Trae vantaggio dalla propria posizione, ovvero tocca il pallone dopo un rimbalzo su un palo, una traversa, una bandierina d’angolo, l’arbitro o un avversario.
Dal 2013, un vantaggio è considerato tale solo se la deviazione dell’avversario è involontaria. L’unica eccezione è la cosiddetta deliberate save, cioè un intervento volontario di un difensore per evitare un gol: in questo caso, il fuorigioco è comunque sanzionabile.
Non si configura infrazione di fuorigioco se il calciatore:
- si trova ancora nella propria metà campo al momento del passaggio;
- riceve il pallone direttamente da un calcio di rinvio, calcio d’angolo o rimessa laterale.
Se un’infrazione di fuorigioco viene rilevata, l’arbitro interrompe il gioco e concede un calcio di punizione indiretto alla squadra avversaria dal punto in cui è stata commessa l’infrazione.
È possibile che un calciatore in posizione di fuorigioco voglia uscire volontariamente dal campo per evitare di essere coinvolto nel gioco e commettere infrazione. Questo è permesso, ma per poter rientrare deve prima ottenere l’autorizzazione dell’arbitro. In caso contrario, verrà sanzionato secondo la Regola 3, che disciplina i calciatori che rientrano irregolarmente in campo.
Per quanto riguarda i difensori, se uno di loro esce involontariamente dal terreno di gioco, ai fini del fuorigioco sarà considerato posizionato sul punto della linea perimetrale più vicino alla sua posizione. Se invece l’uscita è volontaria, verrà ammonito alla prima interruzione utile del gioco per abbandono intenzionale del campo
Regola 12 – Falli e scorrettezze
(Approfondimento: Falli e scorrettezze nel gioco del calcio)
La Regola 12 del regolamento disciplina i falli e le scorrettezze.
I falli sono infrazioni alle regole che comportano una sanzione tecnica, cioè l’arbitro può interrompere il gioco e assegnare un calcio di punizione o un calcio di rigore. Tuttavia, affinché un’infrazione sia considerata un fallo, devono essere soddisfatte alcune condizioni:
- deve essere commessa da un calciatore titolare,
- contro un avversario,
- con il pallone in gioco,
- sul terreno di gioco,
- e deve rientrare tra quelle espressamente elencate dalla regola.
Le scorrettezze, invece, sono tutte quelle condotte che prevedono provvedimenti disciplinari come ammonizioni (cartellino giallo) o espulsioni (cartellino rosso).
Falli e scorrettezze sono concetti distinti: un’infrazione può essere un fallo ma non una scorrettezza, o viceversa, o può essere entrambe le cose, oppure nessuna delle due.
Falli punibili con calcio di punizione diretto:
- Dare o tentare di dare un calcio a un avversario
- Fare o tentare uno sgambetto
- Colpire o tentare di colpire (anche con la testa)
- Saltare addosso a un avversario
- Caricare un avversario
- Spingere un avversario
- Contrastare in modo irregolare
- Trattenere un avversario
- Sputare contro un avversario
- Toccare volontariamente il pallone con le mani (esclusi i portieri nella propria area)
- Ostacolare un avversario con contatto fisico
Falli punibili con calcio di punizione indiretto:
- Giocare in modo pericoloso
- Ostacolare un avversario senza contatto fisico
- Impedire al portiere di rilasciare il pallone, o tentare di calciare il pallone mentre lo sta facendo
Falli specifici del portiere (solo nella propria area, puniti con calcio di punizione indiretto):
- Tenere il pallone con le mani per più di 6 secondi
- Ritoccare il pallone con le mani dopo averlo rilasciato, prima che venga toccato da un altro giocatore
- Toccare il pallone con le mani dopo un passaggio volontario con il piede da un compagno
- Toccare il pallone con le mani dopo averlo ricevuto direttamente da una rimessa laterale eseguita da un compagno
Scorrettezze punibili con ammonizione:
- Comportamento antisportivo
- Proteste verbali o gestuali contro gli ufficiali di gara
- Infrazioni ripetute alle regole
- Mancato rispetto delle distanze regolamentari (calcio di punizione, angolo o rimessa laterale)
- Ritardare la ripresa del gioco
- Entrare, uscire o rientrare in campo senza autorizzazione dell’arbitro
Scorrettezze punibili con espulsione:
- Grave fallo di gioco
- Condotta violenta
- Sputare contro un avversario o chiunque altro
- Impedire una chiara occasione da gol con fallo o tocco volontario di mano (D.O.G.S.O.)
- Linguaggio o gesti offensivi, ingiuriosi o blasfemi
- Ricevere una seconda ammonizione nella stessa gara
Ripresa del gioco
Se il gioco viene interrotto per un fallo, la ripresa sarà con un calcio di punizione diretto o un calcio di rigore, dal punto dell’infrazione (o dal dischetto, se in area).
Se il gioco è interrotto per una scorrettezza, si riprende con un calcio di punizione indiretto, sempre dal punto dell’infrazione (se questa è avvenuta sul terreno di gioco).
In caso di infrazioni commesse fuori dal campo, ma con il pallone in gioco, il punto di ripresa sarà la linea perimetrale più vicina. Se l’infrazione coinvolge due calciatori titolari e giustifica un rigore, questo verrà assegnato. In altri casi si riprende con calcio di punizione indiretto.
Se l’infrazione è commessa contro un “corpo estraneo” (es. oggetto, spettatore, membro dello staff), il gioco riprende con una rimessa dell’arbitro dal punto in cui si trovava il pallone al momento dell’interruzione, se era in gioco.
Infine, se un calciatore esce volontariamente dal campo per commettere un’infrazione all’esterno, si applicano le disposizioni della Regola 3 relative ai giocatori che lasciano il terreno intenzionalmente per compiere atti irregolari.
Regola 14 – Calci di punizione
Il calcio di punizione è una modalità di ripresa del gioco regolata dalla Regola 13 del regolamento del calcio. Ne esistono due tipologie: calcio di punizione diretto e calcio di punizione indiretto.
Il calcio di punizione diretto viene assegnato quando un giocatore commette, fuori dalla propria area di rigore, uno dei falli indicati nella Regola 12, come ad esempio spingere un avversario o sputargli contro.
Il calcio di punizione indiretto, invece, può essere concesso per varie infrazioni: alcuni falli specifici della Regola 12, un’infrazione di fuorigioco, oppure altre violazioni regolamentari che prevedono questa forma di ripresa.
La differenza principale tra i due calci è che, nel calcio di punizione diretto, si può segnare una rete direttamente. Nel caso del calcio indiretto, invece, il gol è valido solo se il pallone viene toccato da un altro calciatore prima di entrare in porta. In caso contrario, il gol è annullato e il gioco riprende con un calcio di rinvio per l’altra squadra.
Non è mai consentito segnare un autogol direttamente né su calcio di punizione diretto né su indiretto: in questo caso, la rete viene annullata e il gioco riprende con un calcio d’angolo per la squadra avversaria.
L’arbitro segnala un calcio di punizione indiretto alzando un braccio sopra la testa durante l’esecuzione.
Durante un calcio di punizione, tutti i giocatori avversari devono trovarsi ad almeno 9,15 metri dal pallone, a meno che non siano posizionati sulla propria linea di porta tra i pali. Il pallone è considerato “in gioco” solo dopo essere stato calciato e aver iniziato a muoversi.
Se il calcio di punizione avviene all’interno della propria area di rigore, gli avversari devono trovarsi fuori da essa e il pallone sarà in gioco solo quando, dopo il calcio, sarà uscito dall’area verso il campo.
Il punto da cui si esegue il calcio di punizione dipende dall’infrazione:
Il calcio diretto si batte dal punto esatto in cui è stato commesso il fallo.
Il calcio indiretto, di norma, si esegue anch’esso dal punto dell’infrazione, con l’eccezione di violazioni delle Regole 3 e 4, dove il punto di battuta coincide con la posizione del pallone al momento dell’interruzione del gioco.
Dopo aver battuto il calcio di punizione, il giocatore che lo ha eseguito non può toccare di nuovo il pallone fino a quando un altro calciatore non lo ha toccato. Se ciò avviene, si assegna un calcio di punizione indiretto alla squadra avversaria dal punto in cui il pallone è stato toccato la seconda volta in modo irregolare.
Se un avversario non rispetta la distanza minima, l’arbitro ammonisce il giocatore e fa ripetere il calcio. Tuttavia, se chi batte decide di eseguire rapidamente il calcio senza attendere che l’arbitro imponga il rispetto della distanza, e un avversario vicino intercetta il pallone, quest’ultimo non viene ammonito e il gioco prosegue regolarmente.
Regola 15 – Il calcio di rigore
Il calcio di rigore rappresenta una modalità di ripresa del gioco regolata dalla Regola 14 del regolamento calcistico. Viene concesso quando una squadra commette, all’interno della propria area di rigore, un’infrazione punibile con un calcio di punizione diretto. Da un calcio di rigore è possibile segnare direttamente un gol, ma solo contro la squadra avversaria. Se il pallone, dopo essere stato calciato, colpisce un elemento come la traversa e ritorna verso il tiratore, finendo poi accidentalmente nella sua stessa porta, il gol non è valido. In tal caso, il gioco riprende con un calcio d’angolo a favore della squadra avversaria.
La palla deve essere posizionata sul punto del rigore e il giocatore incaricato del tiro deve essere chiaramente identificato. Tutti gli altri calciatori devono trovarsi all’interno del campo, ma fuori dall’area di rigore, dietro la linea immaginaria del pallone e al di fuori dell’arco dell’area. Il portiere avversario, invece, deve rimanere sulla linea di porta, rivolto verso il tiratore. L’arbitro autorizza l’esecuzione del rigore con un fischio, solo dopo che tutti i giocatori si sono posizionati correttamente. Il pallone si considera in gioco non appena viene calciato e si muove in avanti.
Dopo il tiro, il calciatore che ha battuto il rigore non può toccare di nuovo il pallone finché un altro giocatore non l’ha toccato; in caso contrario, l’arbitro interromperà il gioco e assegnerà un calcio di punizione indiretto alla squadra avversaria, dal punto in cui è avvenuto il secondo tocco.
Il calcio di rigore rappresenta un’eccezione alla regola secondo cui le infrazioni tecniche non possono essere sanzionate se il pallone non è in gioco. Infatti, se dopo il fischio dell’arbitro ma prima dell’effettivo tiro viene commessa un’infrazione, sono previste sanzioni specifiche in base alla squadra colpevole e all’esito dell’azione. L’arbitro lascia comunque battere il rigore e successivamente applica una delle seguenti disposizioni:
| Tipo di infrazione | Se viene segnato un gol | Se non viene segnato un gol |
|---|---|---|
| Invasione da parte di un attaccante | Ripetizione del rigore | Calcio di punizione indiretto |
| Invasione da parte di un difendente | Rete valida | Ripetizione del rigore |
| Infrazione del portiere | Rete valida | Ripetizione del rigore + ammonizione |
| Pallone calciato all’indietro | Calcio di punizione indiretto | |
| Finta irregolare del tiratore (“paradinha”) | Calcio di punizione indiretto + ammonizione | |
| Tiro eseguito da un giocatore non designato | Calcio di punizione indiretto + ammonizione per chi ha tirato |
Nota: le infrazioni vengono punite con un calcio di punizione indiretto a favore della squadra avversaria, da eseguire nel punto in cui è avvenuta l’irregolarità. L’invasione si verifica quando un calciatore entra nell’area di rigore o si avvicina oltre i limiti consentiti (meno di 9,15 m dal dischetto o meno di 11 m dalla linea di porta) prima che il pallone sia in gioco.
L’uso di finte prima di calciare un rigore è permesso e rientra nella strategia di gioco. Tuttavia, dal 2010 è considerata irregolare e sanzionabile con ammonizione la finta che simula un tiro per poi calciare in un’altra direzione (la cosiddetta paradinha). Anche in questo caso, l’arbitro consente comunque l’esecuzione del rigore, applicando successivamente la relativa sanzione in base alla tabella. Infine, calciare il rigore all’indietro è un errore tecnico che comporta l’immediata interruzione del gioco e l’assegnazione di un calcio di punizione indiretto alla squadra avversaria dal punto di battuta.
La rimessa laterale nel calcio: regole e curiosità
La rimessa dalla linea laterale, comunemente chiamata rimessa laterale, è una modalità prevista per riprendere il gioco quando il pallone supera completamente una delle linee laterali. In base alla Regola 15 del regolamento calcistico, la rimessa viene assegnata alla squadra avversaria rispetto a quella del calciatore che ha toccato per ultimo il pallone prima che uscisse.
È importante sapere che non è possibile segnare direttamente una rete da una rimessa laterale, né nella porta avversaria né nella propria. Se il pallone entra direttamente nella porta avversaria, il gol è annullato e si riprende con un calcio di rinvio per l’altra squadra. Se invece finisce nella propria porta, non si tratta di un’autorete valida: in questo caso, l’azione riprende con un calcio d’angolo a favore degli avversari.
Durante l’esecuzione della rimessa, gli avversari devono mantenere una distanza minima di 2 metri dal punto in cui si effettua il lancio. Il mancato rispetto di questa distanza comporta un’ammonizione. Il gesto tecnico richiede che il pallone venga tenuto con entrambe le mani, portato dietro la testa e lanciato in campo con un movimento continuo. Inoltre, il giocatore deve avere entrambi i piedi fuori dal campo oppure a contatto con la linea laterale, ma mai completamente all’interno del terreno di gioco.
Un aspetto particolare della rimessa laterale è che, in caso di errore nell’esecuzione (ad esempio se il gesto non è conforme al regolamento), il possesso non viene semplicemente ripetuto, ma passa direttamente agli avversari. Questa regola è un’eredità storica proveniente dalle origini comuni tra calcio e rugby, sport in cui è prevista un’inversione della rimessa per errori simili.
Infine, chi effettua la rimessa non può toccare di nuovo il pallone prima che lo abbia fatto un altro giocatore. Se succede, l’arbitro interrompe il gioco e assegna un calcio di punizione indiretto agli avversari dal punto in cui è avvenuto il secondo tocco.
Regola 16 – Il calcio di rinvio
Il calcio di rinvio, regolato dalla Regola 16, è una modalità di ripresa del gioco. Viene assegnato alla squadra in difesa quando il pallone, toccato per ultimo da un giocatore avversario, supera interamente la linea di porta senza che venga segnata una rete valida secondo la Regola 10.
È possibile segnare un gol direttamente da un calcio di rinvio, ma solo contro la squadra avversaria. Se invece il pallone finisce direttamente nella propria porta dopo essere entrato in gioco, non sarà considerata autogol: in tal caso, il gioco riprenderà con un calcio d’angolo a favore della squadra avversaria.
Il calcio di rinvio si effettua calciando il pallone da un punto qualsiasi all’interno della propria area di porta. Il pallone è considerato in gioco nel momento in cui viene calciato. I giocatori della squadra avversaria devono restare fuori dall’area finché la palla non è in gioco, salvo il caso in cui la squadra in possesso decida di battere rapidamente, impedendo così agli avversari di uscire in tempo dall’area. In questa circostanza, gli avversari potranno intervenire sul pallone una volta che sarà in gioco.
Il giocatore che effettua il calcio di rinvio non può toccare nuovamente il pallone prima che questo sia stato toccato da un avversario. In caso contrario, sarà assegnato un calcio di punizione indiretto alla squadra avversaria, da effettuare nel punto del secondo tocco. Per qualsiasi altra infrazione, il calcio di rinvio dovrà essere ripetuto.
Regola 17 – Calcio d’angolo
Il calcio d’angolo è una modalità di ripresa del gioco regolamentata dalla Regola 17. Viene concesso alla squadra in attacco quando il pallone, toccato per ultimo da un difensore, supera completamente la linea di porta senza che sia stato segnato un gol valido secondo la Regola 10. Inoltre, si assegna un calcio d’angolo anche se una squadra, riprendendo il gioco, calcia il pallone direttamente nella propria porta, purché il pallone fosse stato correttamente rimesso in gioco.
Un gol può essere segnato direttamente da calcio d’angolo, ma solo contro la squadra avversaria. Se invece si realizza un’autorete direttamente da calcio d’angolo, questa non è valida: l’azione sarà convertita in un calcio d’angolo per l’altra squadra.
Per quanto riguarda l’esecuzione, il pallone deve essere posizionato all’interno dell’area d’angolo più vicina al punto in cui è uscito. I giocatori avversari devono restare ad almeno 9,15 metri fino a che il pallone non viene calciato e si muove. Il pallone è considerato in gioco non appena viene toccato e si sposta, anche se non esce dall’area d’angolo.
Il giocatore che batte il calcio d’angolo non può toccare il pallone una seconda volta prima che venga giocato da un altro calciatore; in caso contrario, l’azione è punita con un calcio di punizione indiretto per l’altra squadra. Se si verificano altre infrazioni nella procedura, il calcio d’angolo deve essere ripetuto. Inoltre, la bandierina d’angolo non può essere rimossa durante l’esecuzione.
Tempi supplementari
I tempi supplementari consistono in due frazioni di 15 minuti ciascuna e servono a prolungare il tempo regolamentare in caso di parità al termine di una partita a eliminazione diretta. Se il risultato resta in parità anche dopo i supplementari, si passa ai tiri di rigore.
I supplementari non fanno parte delle regole principali del gioco, ma rientrano tra le “procedure per determinare la squadra vincente”, previste dall’IFAB. Questo sistema è stato adottato dopo l’abolizione del golden goal e del silver goal nel 2004.
Tiri di rigore
I tiri di rigore sono una delle tre procedure speciali approvate dall’IFAB. A differenza dei calci di rigore assegnati durante il gioco, i tiri di rigore servono esclusivamente a determinare la squadra vincente al termine di una gara in parità.
Normalmente vengono disputati dopo i tempi supplementari. Fanno eccezione competizioni come la Coppa Libertadores (dal 2005), dove si va direttamente ai rigori dopo i tempi regolamentari, o alcuni campionati europei e americani tra la fine degli anni ’80 e il 1999, in cui si assegnavano due punti alla squadra vincente ai rigori e uno a quella sconfitta.
I rigori vengono battuti in una porta scelta tramite sorteggio. Un secondo sorteggio determina quale squadra inizia la sequenza. Ogni giocatore può calciare una sola volta per tentativo: l’azione è conclusa quando il pallone si ferma, esce o viene trattenuto. Non è possibile ribattere se il pallone viene respinto dal portiere o dai pali. Tuttavia, se il pallone colpisce il palo o il portiere e poi entra in porta, il gol è valido.
Le squadre si alternano fino a un massimo di cinque tiri per parte. Se una delle due raggiunge un numero di reti tale da rendere impossibile il pareggio, la serie termina in anticipo. Se al termine dei cinque tiri il punteggio è ancora in parità, si procede a oltranza con un tiro per squadra. Qualora anche dopo che tutti i calciatori hanno tirato la parità persista, si potrà procedere con un secondo giro, in un ordine che non deve essere necessariamente lo stesso del primo.